home Sei in: home » corsi e convegni » stimolazione basale » pubblicazioni stimolazione basale » pubblicazioni stimolazione basale

PUBBLICAZIONI STIMOLAZIONE BASALE

Questo articolo“La stimolazione Basale, un approccio pedagogico, terapeutico, assistenziale per la grave disabilità”, pubblicato nella Rivista Internazionale sulla Stimolazione Basale, (Rundbrief, Ausgabe 27 dicembre 2015), a cura di Nel capello introduttivo,
R. Perra(Neuropsichiatra infantile), S. Antonaci (Psicologa), C. Bartoli (Psicologa), A. M. Ciotta (Psicologa), G. De Bernardis (Psichiatra,), A. Fantozzi (Terapista),G. Fraumeny (Educatore Professionale), S. Terlizzi (Educatore Professionale),S. Iannetta (Insegnante).
rappresenta una testimonianza del lavoro svolto dall’equipe dell’istituto Leonarda Vaccari (medici, psicologi, terapisti, educatori, insegnanti), in questi ultimi anni, nell’ambito del trattamento della grave disabilità attraverso l’Approccio Basale.


La Stimolazione Basale: un approccio pedagogico, terapeutico,assistenziale per la grave disabilità

L’esperienza di una equipe multidisciplinare presso l’Istituto Leonarda Vaccari di Roma.

Rossella Perra(Neuropsichiatra Infantile), Sonia Antonaci(Psicologa), Cristiana Bartoli (Psicologa), Anna Maria Ciotta (Psicologa) Giulia De Bernardis (Psichiatra), Alida Fantozzi (Terapista)* Genny Fraumeni (Educatore Professionale)°, Stefano Terlizzi(Educatore Professionale)° ,Sonia Iannetta (Insegnante)^

*Terapisti Istituto Leonarda Vaccari ;° Educatori e assistenti Istituto Leonarda Vaccari;^I.C. Monte Zebio , Scuola Primaria Speciale.

Le persone con disabilità grave rappresentano una “sfida” per i genitori, terapisti, educatori.
La persona disabile segnala i propri bisogni in vari modi che spesso non appaiono efficaci, per cui la famiglia e gli operatori hanno difficoltà a decodificarli. Questo appare particolarmente evidente nel bambino laddove gli interventi terapeutici e pedagogici quotidiani non portano ad evidenti successi e rapidi progressi .
La persona con disabilità grave presenta una serie di danni che generano importanti compromissioni, infatti generalmente, le capacità comunicative motorie,sociali,cognitive ed emotive sono spesso limitate o alterate.
Il disabile grave quindi, è una persona impossibilitata a compiere anche le più elementari azioni di vita quotidiana, conseguentemente, la persona si percepisce come “un oggetto” anziché un soggetto e ciò provoca un senso di dolore, paura, passività, apatia e soprattutto la percezione di una costante manipolazione.
La criticità delle condizioni cliniche di queste persone crea quindi negli operatori che le circondano, nonché nei caregivers, un senso di paura e insicurezza ,ma anche un enorme dispendio di energie e di aspettative, apparentemente senza una vera e propria progettualità.
Infatti, gli operatori in qualità di assistenti, educatori, terapisti della riabilitazione nonché medici e psicologi, svolgono i loro compiti con concretezza e sensibilità ma, se da un lato il lavoro con il paziente grave può risultare arricchente e stimolante, dall’altro può rivelarsi nel tempo estremamente frustrante per il vissuto di impotenza legato alla difficoltà di verificare un miglioramento tangibile e immediato. I nostri pazienti sono inoltre spesso omologati in un’unica categoria non tenendo nella giusta considerazione la loro individualità e la loro storia personale, oltre che clinica .
Come operatori di un Centro riabilitativo che, fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1936, si occupa di disabilità complesse sia in età evolutiva che adulta, abbiamo cercato di dare significato al nostro agire terapeutico ma soprattutto al nostro modo di stare con i pazienti. Infatti, il contatto quotidiano con le problematiche dei nostri pazienti ci ha indotto molto spesso a focalizzare l’attenzione non su quello che si riesce a fare, ma su quello che non si riesce. Abbiamo quindi intrapreso un iter dapprima formativo, poi riabilitativo, secondo l’approccio della Stimolazione Basale. La Stimolazione Basale è un intervento di accompagnamento e di sostegno per le persone con grave disabilità. Il termine “stimolazione” viene usato, in questo approccio, con un significato che va al di là dei normali ambiti educativi classici. Quanto al termine “basale” è stato scelto per precisare che si tratta di un percorso elementare e fondamentale nello sviluppo delle percezioni primarie .La percezione è sicuramente il tramite attraverso cui il bambino esplora il mondo, essa è legata al movimento; nella persona disabile spesso questo viene meno e di conseguenza viene inficiato lo sviluppo della percezione di sé e del mondo circostante. Vengono quindi proposti stimoli diversi che rientrano tra quelli che vengono percepiti durante la vita prenatale (stimoli vibratori, vestibolari e so¬matici). Si forniscono quindi input elementari (basali) e infor¬mazioni sistematiche dall’ambiente esterno ed interno alla persona stessa, (stimolazione). La frequenza ai corsi basali di primo livello e di approfondimento, ha permesso, a tutti noi di acquisire contenuti specifici relativamente alle problematiche ed ai bisogni delle persone con grave disabilità e di sensibilizzarci ) e di approfondire argomenti inerenti la comunicazione con le persone con disabilità grave, il tocco professionale, distanza e vicinanza professionale. La formazione ci ha permesso di “vivere”, anche se parzialmente, la realtà quotidiana delle persone con grave disabilità; ci siamo scontrati con la presunzione di conoscere le loro necessità cosa che rappresenta un limite alla capacità di autodeterminazione, diritto imprescindibile di ogni essere umano. Abbiamo così iniziato a riflettere, anche attraverso l’istituzione di riunioni mensili, su concetti quali “capacità residue”, “intenzionalità” come caratteristiche dei nostri pazienti. Tale riflessione ha coinvolto progressivamente tutti i servizi nonché gli operatori della scuola speciale presente all’interno dell’istituto. In particolare, l’introduzione di questo approccio ha rappresentato un momento di integrazione importante tra l’intervento educativo didattico, rappresentato dagli operatori della scuola speciale presente in istituto, e quello dei tecnici della riabilitazione. La scuola speciale accoglie minori con disabilità plurime con deficit sensoriali e importante compromissione cognitiva. L’uso di posture adeguate anche in ambito scolastico e l’ausilio di materiali e oggetti fruibili ha reso possibile la sperimentazione di sensazioni di gioia e felicità, nonché dei primi comportamenti ludici in modo spontaneo e senza sollecitazioni di modo che il bambino possa divenire autore di azioni fondamentali per creare e rafforzare un’immagine positiva di sé, nonché può riconoscere una immagine mentale dell’esperienza che ha vissuto. Parallelamente, anche in terapia, l’approccio basale ha messo in risalto maggiore manifestazione di interessi da parte dei pazienti sia in età evolutiva che adulta verso le attività proposte. Il riconoscimento delle stereotipie come segnali di vere e proprie necessità, e l’impiego mirato e in completa autonomia delle competenze motorie residue, ha dato l’opportunità agli operatori della riabilitazione di modificare il consueto trattamento caratterizzato dall’agire sul paziente. Anche con persone con minore compromissione cognitiva, a fronte di stereotipie motorie e verbali e di comportamenti afinalistici e disfunzionali, l’intervento secondo l’approccio basale è stato importante per riportarle alla calma, per favorirne il rilassamento e la riduzione di comportamenti problematici cosa che, ha permesso inoltre, l’insorgenza di modalità relazionali positive.
La Stimolazione Basale ci ha quindi permesso di lavorare in modo creativo attraverso il riconoscimento e l’interpretazione dei segnali comunicativi e del linguaggio corporeo. Un aspetto non secondario è legato, come sostengono alcuni genitori e operatori, alle dinamiche più squisitamente umane e relazionali di questo approccio, così rilevanti nell’agire quotidiano sia nell’ambito del lavoro clinico che nella relazione di cura. Prova ne è che i genitori hanno dimostrato di aver compreso la filosofia di questo approccio, inserendolo anche nella gestione quotidiana dei loro figli, attivandosi sia nella formazione personale ma anche e soprattutto nella riorganizzazione degli spazi domestici, nel reperimento e costruzione dei materiali necessari, nella proposta di stimoli mirati anche al di fuori della stanza di terapia.
In conclusione, tutti ci sentiamo arricchiti umanamente e professionalmente, in seguito alla formazione e alla introduzione, nella gestione dei nostri pazienti, della Stimolazione Basale.
In particolare, oltre all’abbandono della convinzione, che ha creato frustrazione sia negli operatori che nei pazienti, che lo scopo finale di una terapia sia rappresentato dal “recupero”, ha determinato una stretta collaborazione tra figure con diverse qualifiche operanti all’interno dell’istituto e le famiglie. La formazione congiunta infatti, ha avuto il merito di favorire la condivisione della ricchezza e delle esperienze di tutti coloro che, a diverso titolo, si occupano dei nostri bambini e adulti attivando uno scambio di conoscenze rispettoso del ruolo e della responsabilità di ognuno. Anche le famiglie hanno potuto osservare dei miglioramenti nella vita dei loro figli. E’ migliorata l’esplorazione dell’ambiente circostante, la motivazione alla ricerca di stimoli sensoriali è più profonda e forte. Si è assistito nel complesso ad un miglioramento generale della qualità della vita del bambino con una maggiore capacità di autodeterminazione, (avvicinare a se i cibi preferiti e toccare gli oggetti). Il rapporto genitori/figlio si è arricchito di nuove esperienze condivise, anche attraverso le modalità del “Gioco Basale”.

 

Bibliografia
AAVV, Dispensa seminario “Il volo del calabrone”. La stimolazione basale , un approccio pedagogico, assistenziale per la grave disabilità Roma, Istituto Leonarda Vaccari, 28/2/2014.
Frohlich Andreas. La stimolazione basale per bambini ,adolescenti e adulti con pluridisabilità.Assistenza,cura,riabilitazione, Del Cerro,2007
Frohlich Andreas Spazi vitali,sogni di vita ,2004
Teresa Wysocha Appunti del corso di stimolazione basale