La Nostra Storia

L’Istituto “Leonarda Vaccari”, fondato nel 1936 dalla Prof.ssa Marchesa Leonarda Vaccari, è nato come struttura deputata ad aiutare bambini affetti da poliomielite ed altri deficit motori.
Perfettamente integrato nel territorio, ha saputo cogliere le trasformazioni socio-culturali e normative, offrendo un servizio di qualità sempre rispondente alle esigenze dei propri utenti.
Nel corso degli anni la struttura si è mostrata all’avanguardia nell’utilizzo della metodologia riabilitativa e formativa, aumentando e migliorando i suoi servizi. Nel passato l’Istituto “Leonarda Vaccari” offriva ai suoi utenti i servizi fondamentali per l’avviamento alla vita sociale e lavorativa (cure mediche, scuola, formazione professionale in laboratori attrezzati e  avviamento al lavoro).

Attualmente, ai servizi ancora oggi essenziali, si è aggiunto un supporto alla persone con disabilità di tipo individualizzato, attraverso un’equipe multidisciplinare di professionisti (medici, psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, terapisti, educatori, ed altri operatori) che affronta le problematiche del caso da tutte le angolazioni.

Nel 2003 si è aperta una prima Casa Famiglia presso la quale inserire alcuni disabili adulti che vivono situazioni familiari particolarmente difficili.
Si sono poste le basi per la creazione di un modello metodologico capace di affrontare con responsabilità e concretezza il problema del “Dopo di noi”.

Nel 2007 viene assegnata all’Istituto la Medaglia d’Oro al merito della Sanità pubblica con la seguente motivazione: “Ente che provvede fin dal 1936 alla riabilitazione psico-fisica ed all’integrazione didattica e sociale dei soggetti diversamente abili, mediante le cure cliniche necessarie e le terapie riabilitative, nonché all’istruzione fino al conseguimento dell’obbligo scolastico e alla formazione professionale”.

E’ la quarta medaglia d’oro che l’Istituto riceve dopo quelle del Ministero dell’Interno nel 1943, del Presidente delle Repubblica del 1957 e del 1970.

Storia Istituto Vaccari a cura di Angela Carlino Bandinelli